Descrizione
Agli inizi del 1900, la grotta portò alla luce manufatti di ceramica, osso, selce, corno e metallo, conferma che nel corso dei secoli questo ambiente servì da ricovero ai pastori nel tardo Neolitico, nell’Età del Bronzo e nell’Età tardo-antica, Medievale e Moderna. Fu adibita a grotta sepolcrale durante l’Eneolitico (nella metà del terzo millennio a.C.) e ad un uso culturale nella seconda Età del Ferro (VII secolo d.C.).
Attualmente i reperti rinvenuti sono conservati al Museo Archeologico dell’Alto Vicentino di Santorso, al Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza e presso la collezione privata Cibin-Gori.
Bellezze naturali